Descrizione dei lavori

 

Il Comitato Organo Prestinari Marcallo ha incaricato tre famose case organare, che hanno al loro attivo restauri di organi Prestinari , di effettuare un sopralluogo ed un preventivo per il restauro dell’ organo.

Le ditte interpellate sono: “Bonizzi/Inzoli” di Ombriano di Crema, “Dell’ Orto/Lanzini” di Dormelletto (NO) e “Gianni Mascioni” di Cugliate Fabiasco (VA).

Il Comitato ha deciso di affidare al Maestro Organaro Gianni Mascioni il recupero dell’ organo Prestinari di Marcallo.

I lavori inizieranno nel gennaio del 2004 e si potranno concludere alla fine di tale anno, in occasione del centenario della nuova Parrocchiale.

 

Di seguito proponiamo le osservazioni e i commenti sullo stato di conservazione dell’ organo e il piano dei lavori che Gianni Mascioni ha proposto per il recupero dello strumento.

 

 

Stato di conservazione, commenti

L'organo è muto poiché sono stati asportati i mantici e manca il motore.

Dagli spazi vuoti in cantoria ai lati della cassa e, soprattutto, dall’osservazione dei condotti del vento ancora esistenti, si può pensare all’ esistenza di almeno tre mantici: due "a cuneo" sulla sinistra ed uno "a pieghe parallele" sulla destra. Un sistema d’ alimentazione cosi’ strutturato, avrebbe dovuto essere abbastanza bilanciato, avente delle cospicue riserve d'aria sulle estremità.

Le trasmissioni, per lo stile della loro fattura, si possono datare ai primi decenni del XX secolo; sono quindi state rifatte, essendo la costruzione dell'organo, nel suo nucleo principale, riconducibile secondo le recenti scoperte nell’ archivio parrocchiale (Marzo 2002) agli anni 1833-1844.

In occasione del rifacimento delle trasmissioni sono stati eliminati i collegamenti con i cinque canali del somiere nella "controttava".

In pratica l'organo, dal fondamento di 12’ su cui era basato all’ origine, nella tastiera fu "scalato" all’ 8’.

La tastiera, anch’ essa di costruzione più recente, è inserita in un vano "a finestra", nel basamento dell’ organo, che presenta però misure ben più ampie.

Confronti di misure eseguiti su tastiere originali del sec. XIX confermano che il vano tastiera era dimensionato per contenere 61 o 63 tasti.

I somieri maggiore, dei Timballi, delle Bombarde e dei Contrabassi e rinforzi, presentano il sistema di chiusura tipico dei Costruttori Prestinari.

Altri somieri, tra cui quello dei Tromboni 8’ del pedale, e della Viola 8’ sempre al pedale, si presentano con chiusure delle portello realizzate con più chiodi di ferro piegati a 90° a modo di nasello. Tale sistema, come il tipico colore blu dato ai legni di alcune canne in legno (Bordone 8’) e delle assi che portano le catenacciature, è indicativo della provenienza "Varesina" dell’ organaro che trasformò l'organo agli inizi del XX secolo (sicuramente Edoardo Rossi, come testimoniano i documenti del “Cronicon” parrocchiale).

Molto chiari sono i numeri esistenti sulla fascia lignea anteriore del crivello: al centro, in corrispondenza dei 5 canali di tasto vuoti, vi sono cartellini numerati da 1 a 5; il do 1 attuale porta il numero 6. Ciò a riconferma che lo strumento era impostato sulla gravità del 12’, quindi con cinque canne in più nei bassi per ogni registro.

I registri sul somiere maggiore sono stati unificati nei "bassi e soprani"; tre sono stati eliminati.

Anche il comando dei registri a pomelli è un altro chiaro esempio delle tendenze organarie esistenti nell'area Varesina agli inizi del XX secolo.

Tra le canne mancano quelle nella “contrattava” ed altre. Alcuni registri sono recenti.

In generale la composizione della parte fonica appare assai alterata e disomogenea.

Le conclusioni esposte sono il frutto di un primo sopralluogo; per la loro conferma e per un'analisi più precisa e dettagliata si dovrà aspettare lo smontaggio con gli studi normali connessi.

Sulla conservazione dei materiali:

I legni presentano attacchi dei parassiti, specialmente i legni di “noce” dei somieri. Tutte le pelli sono indurite, consumate, rosicchiate dai topi. Gli elementi metallici sono ossidati, il crivello è assai danneggiato nella tavola di cartone.

Le trasmissioni presentano i dadi di cuoio inefficienti e diversi tiranti rotti, contorti o mancanti.

Le canne esistenti sono accasciate, ammaccate, rovinate, sia da intromissioni inesperte, come da cedimenti statici e dall'attacco dei topi che ne hanno rosicchiato alcune.

L'attacco dei topi, probabilmente durante periodi passati, ha portato sensibili danni anche alle parti lignee, con i copiosi escrementi sparsi un po’ dovunque.

Parecchia polvere ricopre il tutto, a testimonianza di indifferenza ed incuria nel recente passato.

La "cassa" e la "cantoria", con la sua stretta scala "a chiocciola" per l’ accesso sono in discrete condizioni.

Nella zona "organo" manca un qualsiasi "punto luce" o presa elettrica.

 

Orientamenti e scelta di restauro

Un puro e semplice recupero funzionale dello strumento, in questo caso, consisterebbe nella ricostruzione della manticeria, nel ripristino del corretto funzionamento delle trasmissioni, dei somieri e delle canne esistenti. L’ organo, così recuperato, non avrebbe però le caratteristiche date dal Prestinari, bensì quelle, tra l'altro più ridotte, di un vistoso "ibrido" con velleità di apparire come strumento del ‘900, di cui, però, non ha l'essenza. Il nucleo principale e numericamente ponderante delle parti, infatti, è di tipica impostazione ottocentesca.

In altri termini quest'organo è chiaramente un Prestinari, con caratteristiche ottocentesche, depauperato e ridotto nelle prestazioni sonore, parzialmente modificato nel tentativo di ottenere uno strumento di altra natura.

Sembra perciò corretto ed auspicabile restaurare il materiale esistente, completando le parti mancanti ed impostando il lavoro nella direzione del recupero della originale fisionomia.

 

Descrizione delle opere previste

L'opera si svolgerà parte in laboratorio e parte "in loco".

Durante il lavoro in loco sarà necessario erigere un ponteggio adeguato sia per depositare o muovere i pezzi smontati, sia per la necessaria sicurezza.

L'organo sarà completamente smontato e trasportato in laboratorio.

Rimarrà la cassa, che, con la cantoria e la zona circostante, potranno, nel frattempo, essere pulite ed eventualmente restaurate.

Dopo una prima, sommaria pulizia "a secco”, le parti saranno analizzate e misurate dove utile, rilevando caratteristiche e segnature utili anche a poter "leggere" e comprenderne meglio la storia .

I somieri

 

Saranno completamente aperti liberandoli dalle guarnizioni di pelle e di metallo.

Dopo il lavaggio e la depurazione i legni saranno risanati nei fori provocati dai tarli e nelle fessurazioni. Ogni connessione ed incastro sarà verificato e consolidato dove occorrerà.

Il controllo e l'eventuale rettifica dei piani di appoggio dei ventilabri e dei ventilabrini sarà seguito dal rinnovo delle pelli, delle molle e mollette mancanti, rotte o inefficaci, per una corretta tenuta e distribuzione del vento.

Le parti sostituite saranno conservate per testimonianza storica.

Il rimontaggio dei pettini nel somiere maggiore sarà attento al giusto movimento di ogni ventilabrino; si ripristinerà l'originale separazione dei registri in bassi e soprani.

Il crivello del somiere maggiore sarà consolidato nel telaio di legno e nel piano di cartone, quest’ ultimo sarà ricostruito nelle parti mancanti dopo uno studio accurato del calibro dei registri originali.

Tutti gli altri sostegni per le strutture e per le canne saranno consolidati e resi più stabili.

La manticeria

La costruzione di tre mantici, due "a cuneo" ed uno "a pieghe parallele" sarà completata con la fornitura di elettroventilatore, silenzioso e adeguato per potenza, dotato di opportuna valvola di dosaggio.

I mantici saranno costruiti con legno di abete trattato con colore a base di terra e colla. I condotti esistenti saranno consolidati e meglio impermeabilizzati, riverniciandoli similmente ai mantici, rinnovati nelle pelli e raccordati alla manticeria in modo da avere le migliori condizioni di alimentazione per i diversi somieri. I due mantici "a cuneo" saranno disposti sulla sinistra, paralleli al muro della controfacciata. L’ altro mantice, il motore e la valvola saranno sulla destra nello spazio relativo disponibile sulla destra della cantoria.

Le trasmissioni

Saranno rifatte nei tiranti come nelle catenacciature, adeguandole allo strumento riportato alle caratteristiche originali e con la "controttava". In particolare, il comando dei registri sarà ricostruito "a manette", suddivise su due colonne alla destra dell’ organista, completate con i tradizionali accessori: “Tiratutti” e "Combinazione Libera", con pedalini. I nuovi elementi saranno costruiti in legno di noce massiccio.

Si valuterà l'opportunità di costruire eventuali pedalini per l'azionamento della terza mano e dell'unione Tasto/Pedale.

Le catenacciature saranno in tondino di ferro forgiato opportunamente alle estremità, mentre i tiranti saranno in filo d'ottone, dotati dove occorrerà di terminali filettati e dadi in cuoio per la regolazione. Altri tiranti saranno costituiti da sottili asticelle di legno con terminali in filo d’ ottone.

La tastiera.

Sarà ricostruita completamente; lo stile ed il formato saranno quelli tipici della fattura Prestinari. L'estensione dovrà essere scelta dopo attento studio degli elementi originali presenti e delle tipologie in uso.

Sicuramente avrà i tasti diatonici ricoperti con osso ed i cromatici d'ebano.

Le fulcrature saranno quelle classiche, con l'aggancio delle trasmissioni circa nel mezzo del tasto.

La pedaliera

Come la tastiera sarà completamente ricostruita sulla base dei modelli originali esistenti.

Sarà realizzata in legno di noce, guarnita con cuoio, panno ed ottone .

Le canne

Quelle esistenti dopo l’ inventario, la schedatura e l'analisi delle misure saranno restaurate. In particolare quelle in metallo, dopo essere state rimesse in forma, saranno saldate negli squarci e nelle spaccature. Quelle di legno saranno risanate nel materiale e riverniciate con colore a base di terra e colla, secondo tradizione. Si ricostruirà la canna di prospetto mancante. Le canne spurie saranno sostituite da altre costruite con caratteristiche identiche al gruppo originale omogeneo.

Al momento non è possibile quantificare il numero esatto e le caratteristiche delle canne da ricostruire: ciò avverrà dopo lo smontaggio con l'analisi e lo studio di somieri, crivello, canne originali e spurie.

Rimontaggio

I pezzi, restaurati, saranno ricomposti, armonicamente alle parti nuove ricostruite, nella propria cassa.

L’ assemblaggio sarà attento ai "punti fissi" rilevati allo smontaggio, in modo da ridare all’ impianto le esatte dimensioni originali.

Dopo il collegamento dei condotti con i mantici, le valvole e l’ elettroventilatore, si curerà la ricerca della corretta pressione e dinamica del vento.

Seguirà il collegamento dei somieri con tastiera e pedaliera, delle manette per i registri e degli accessori. Le trasmissioni saranno regolate con precisione, nella ricerca della massima fluidità di movimento ed immediatezza di risposta.

Ogni canna, prima del rimontaggio sarà fatta parlare correttamente recuperando i giusti allineamenti alle bocche e le precise curve alle lingue delle ance.

Il rimontaggio delle canne nelle loro sedi sarà curato particolarmente, verificando la buona stabilità di ogni pezzo e la buona alimentazione e distribuzione del vento.

Il lavoro si concluderà con un’ accordatura precisa, svolta sulla base delle caratteristiche sonore e musicali delle canne originali: queste caratteristiche sono “il corista” (o livello di frequenza delle singole note), il "temperamento" (o progressione delle frequenze, nella scala musicale) e il “timbro” (insieme di suoni armonici), relativo sia alle singole canne, sia ai registri in rapporto tra loro.

Strutture

Ogni struttura portante complementare e sussidiaria all’ impianto organario sarà consolidata.

Si fornirà una nuova panca per l'organista .

Modo di procedere

I lavori di smontaggio e restauro delle parti prima in laboratorio e quindi in loco, saranno svolti con opportuna documentazione fotografica e grafica, con tabelle di misure ed analisi delle parti; il tutto ad uso del lavoro di restauro. Tutta l'opera sarà svolta in armonia con le competenti Autorità Tutorie Civili e Religiose.