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Il restauro di un organo e perchè contribuire
A parte gli esperti, le persone che si fermano
ad ascoltare un organo o che ne ammirano le
caratteristiche architettoniche lo considerano semplicemente uno strumento
musicale alla pari di un violino, di un pianoforte o di una tromba. Ben pochi
immaginano quanta specializzazione in campi diversissimi sia
necessaria per costruire (o restaurare) un organo.
Proverò a descrivere tutti questi aspetti al fine di rendere più facile la
comprensione di quanto lavoro e di quante
competenze si richiedano ad un organaro. In particolare, per restaurare un organo
bisogna essere esperti in:
- Tecnica Organaria: è necessario progettare
il tipo di trasmissione (meccanismo che dal tasto comanda l’
apertura delle valvole delle canne), definire le caratteristiche
tecnico-costruttive e le modalità esecutive dell'opera. Bisogna studiare e fabbricare
i diversi tipi di canne e registri (voci o timbri dell’ organo)
e tutte le altre parti dello strumento (trasmissioni, mantici, somieri, ecc…)
in relazione allo stile costruttivo dell’ epoca e dell’ autore di cui si
restaura lo strumento.
- Manticeria: sulla base del numero e della disposizione dei registri,
bisogna stabilire il numero, il tipo e le caratteristiche dei mantici che
devono essere in grado di fornire aria sufficiente a tutto l'organo, tramite
le ventole assemblate ai motori e alle tubazioni, tenendo presenti anche le
differenze e le caratteristiche dei vari registri (a
bassa, media, alta ed altissima pressione).
- Falegnameria: molte parti dello strumento sono infatti in legno: la
cassa, alcuni tipi di canne, i somieri che raccolgono e distribuiscono l’
aria alle canne, tastiere, pedaliera e pedaletti,
mobile della consolle, leve, intelaiature, panconi e altre parti di sostegno
dello strumento.
- Fonderia: conoscenza d’ obbligo per
preparare la miscela dei metalli necessaria alla costruzione delle canne di
metallo. Una volta stabilite le varie percentuali dei diversi metalli, la
miscela viene fusa e poi 'tirata' in lastre di
adeguato spessore che poi dovranno essere modellate per raggiungere la forma
giusta delle canne.
- Accordatura: questa abilità è una delle più
importanti nella costruzione dell'organo; tramite essa si dà la “personalità” e il temperamento ai
vari registri e si amalgamano i timbri per ottenere il migliore effetto
possibile. Eseguendo l’ accordatura bisogna tenere
conto di tutte le caratteristiche tecnico-fonico-acustiche
del locale, della grandezza dello strumento, del carattere che dovrà avere e
dell'uso a cui verrà destinato.
- Meccanica:
tramite uno studio molto attento vengono costruite
ed assemblate tutte le parti meccaniche dell'organo: tiranti, valvole,
ventilabri, somieri, guarnizioni in pelle ed in plastica.
- Elettrica:
grazie a questa competenza si realizzano tutte le parti elettriche
dell'organo, compresa l'alimentazione dei motori, l'illuminazione e gli accessori
elettrici.
Per completare l’ opera bisogna inoltre fare una
prova di assemblaggio-disassemblaggio dello
strumento in laboratorio. In pratica viene costruito
lo strumento completo senza la sua cassa
e si procede alla sua prova, nella quale si verifica se lo strumento, oltre a
presentare difetti funzionali, fonici e timbrici, rispetta le indicazioni
del progetto. Le parti eventualmente
difettose vengono rimandate al reparto per la
verifica e la modifica. Una volta che lo strumento è stato provato e
perfezionato, le sue varie parti vengono trasportate
sul luogo di installazione dove viene montato ed inserito nella struttura
architettonica secondo le specifiche di progetto. Per alcune parti
particolarmente delicate o di forma particolare, devono essere utilizzati mezzi di trasporto attrezzati in modo specifico. Alla fase di installazione
possono partecipare anche muratori, elettricisti, fabbri, carpentieri,
imbianchini e falegnami. L'accordatore termina e rifinisce il lavoro che aveva già iniziato presso il laboratorio. Nella successiva
fase, assieme all'Organista che fornisce utili indicazioni per la risoluzione
di eventuali problemi riscontrati, l'organo viene
sottoposto ad una serie di prove per verificare il funzionamento generale in
ogni situazione d'uso.
L' atto finale è il collaudo e consegna.
L'organo viene collaudato da un organista designato
di comune accordo, che effettua una serie di prove concordate e di routine,
solitamente concluse con un concerto pubblico. Se
l'esito delle prove è soddisfacente, si redige il verbale di collaudo
favorevole e si provvede alla consegna al committente.
Questa è la breve storia delle varie fasi del restauro o della fabbricazione
di un organo. A questo punto si riesce forse più agevolmente a capire la
differenza tra l'organo e gli altri strumenti musicali e, in parte, anche i
motivi per cui i costi del restauro di un organo raggiungano molto spesso cifre
piuttosto alte (il costo del nostro sarà di 96.000 euro piu’
IVA).
Quello di cui ho parlato riguarda una normale fabbrica organaria,
dove i compiti possono essere divisi, per comodità, tra artigiani che vanno a
costituire reparti specializzati. Bisogna però tenere conto che, in passato
quanto ai nostri giorni, tutte le varie figure di esperti
in fonica, manticeria, fonderia, accordatura,
eccetera, coincidevano e coincidono in una sola persona: l'Organaro propriamente detto, il quale era, ed è tuttora,
in grado di restaurare uno strumento interamente da solo. Questo è il caso dell’ Organaro scelto per il
restauro del nostro organo Prestinari, l’
illustrissimo Maestro Gianni Mascioni.
Il restauro del nostro organo è
importantissimo per molti motivi.
-Innanzi tutto è un’ opera
artistica di alto valore storico che non si può lasciare in rovina come è
successo per altre che avevamo in paese; è una eredità che ci hanno lasciato
i nostri antenati: ricchi e poveri contribuirono al massimo delle proprie
possibilità per averlo da una delle piu’ famose e
costose botteghe organare dell’ epoca.
-L ‘organo Prestinari è ormai l’ unica opera artistica di valore
(incalcolabile, tra l’ altro) che rimane a Marcallo.
-È un mezzo per accompagnare e rendere molto piu’ solenni e belle le
celebrazioni e solennità religiose alle quali tutti partecipano (Natale,
Triduo Pasquale, comunioni, cresime, matrimoni, funerali…) e sarà sicuramente
protagonista di importanti concerti ad ingresso libero, organizzati con la
collaborazione di Comune e Provincia.
-Contribuire al restauro dell’
organo vuol dire anche entrare a titolo personale nella storia del
nostro paese, visto che il restauro del Prestinari
è un evento assolutamente unico (di cui anche la stampa parla da mesi) e i
nomi di tutti i donatori verranno incisi indelebilmente su una lastra di
bronzo che rimarrà per sempre nella chiesa. Inoltre si provvederà
a pubblicare i nomi di chi avrà contribuito al restauro sul libro
celebrativo dello stesso e sul sito internet del Comitato di restauro.
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