Stato dello strumento prima del restauroL’ organo Prestinari di Marcallo è contenuto nella chiesa Parrocchiale dedicata ai SS. Nazaro e Celso. La chiesa, di proporzioni medio-grandi, è a navata unica e presenta la volta “a botte”.
Ha architettura e decorazioni di gusto
neoclassico, ma nel passato era completamente affrescata e un importante
lavoro di ampliamento è stato eseguito nel 1904. L’ organo è collocato in “cantoria”, addossato al
muro della controfacciata e contenuto in una cassa
lignea con decorazioni in armonia con l’ architettura
circostante. Il prospetto è formato da 26 canne di stagno del
registro Principale nell’ ordine dei 12’, disposte a
semplice cuspide con le bocche allineate ad andamento rettilineo, i labbri
superiori segnati “a mitria” e l’ altezza dei piedi di circa 65/67 cm. Manca
una canna di circa 6’. L’ organo non è funzionante. Molte canne interne
sono fortemente deformate e presentano squarci e
tagli; altre sono interessate dal fenomeno noto come cancro dello stagno. Le canne di legno presentano attacchi dei
parassiti. Tutte le pelli sono indurite, consumate,
rosicchiate dai topi. Le trasmissioni presentano i dadi in cuoio
inefficienti, diversi tiranti rotti o contorti e altri mancanti. Parecchia
polvere ed escrementi di topi ricoprono il tutto. Manca inoltre un qualsiasi
“punto luce” o presa elettrica. L’ unica tastiera ha, attualmente,
un’ estensione di 58 tasti dal Do1 al La4. La prima ottava è cromatica ed il
formato dei tasti è di misure normalizzate, con i diatonici ricoperti di
materiale plastico e i cromatici di ebano. La pedaliera ha 24 pedali disposti in piano e
paralleli. La “spezzatura” fra Bassi e Soprani era posta tra Si2 e Do3. La disposizione fonica è quella data dal Rossi nel 1924 e descritta precedentemente. L imponente somiere
maggiore, “a vento”, è costituito da due elementi affiancati. Sono stati contati 66 canali di tasto
preesistenti. I pettini di registro sono 22; altri tre registri sono mancanti
del pettine. I ventilabri hanno sezione triangolare smussata
sugli spigoli, sono guarniti con pelle e contropelle;
l’ unica guida è posta sul davanti ed ha forma di
“L”. Molle e tiranti sono di ottone. I
tiranti, nell’ attraversamento della segreta, sono guarniti
con borsino di pelle fissato con “perlina” in cuoio. Attorno al somiere maggiore vi sono altri somieri
“a ventilabri”, con vento comandato da valvola; essi portano aria alle canne
più gravi, in particolare quelle per la sezione del pedale: -
“Timballi” (per 12 note, al pedale). - “Violoncello” (per 12 note al
pedale). -
“Contrabassi e rinforzi” (per 12 note al pedale). -
“Principale 16’” (per 5 note, alla tastiera; il seguito è in prospetto). -
“Tromboni 8’” (per 12 note, al
pedale). -
“Bombarde 16’” (per 12 note al pedale). L' alimentazione delle prime canne di prospetto
(12’) avviene con segreta e ventilabri propri. Le trasmissioni sono integralmente meccaniche,
realizzate con riduzioni (o “compendi”) in bacchette di ferro forgiate e
appiattite sulle estremità e ripiegate a 90°. I tiranti sono di ferro e di
legno.Tutte le estremità dei tiranti sono in ferro,
filettate e dotate di dadi in cuoio per la regolazione precisa delle
lunghezze. Le “riduzioni” sono fissate ad assi di legno di abete
dipinte con colore blu. Ogni riduzione ha sulle estremità dei piccoli perni
coassiali, con diametro di circa 1 mm, inseriti in blocchetti di legno duro e
fissati all’ asse portante. L'organo è privo della manticeria. Le canne in legno,
appartenenti nella quasi totalità alla sezione del pedale, sono disposte
attorno al somiere maggiore ed alimentate dai somieri “a ventilabro”. Sono
costruite in legno di abete dipinto con colore rosso
cupo (“pompeiano”), hanno le parti della “bocca” in legno di noce e così pure
il piede di portamento. Le canne di metallo sono costruite nella
maggioranza in lega di Stagno/Piombo ad alto contenuto di Piombo, poche sono
in lastra di Zinco o di latta e corrispondenti alle posteriori aggiunte degli
organari Bressani e
Rossi; quelle di facciata sono in lega di Stagno/Piombo all’
85-90% circa. Mancano i tasti relativi alle
prime cinque note nel somiere maggiore e corrispondenti alla “controttava” scavezza che va dal Fa0 al Si0. Lo smontaggio dello strumento ed il suo restauro
porteranno comunque alla conoscenza piu’ dettagliata dei diversi interventi subiti dallo
strumento e di altri particolari costruttivi ora non visibili. |