Organo Prestinari di Marcallo: la storiaLa chiesa parrocchiale di Marcallo
possedeva un organo di costruttore ignoto già nel secolo XVIII. Abbiamo
notizia di un intervento del 1795 su di esso da
parte della famiglia Prestinari. Tra il 1833 e il 1842, il parroco Gian Battista De
Vecchi (eletto il 5 settembre 1832, in
carica fino al 18 gennaio 1858) fece eseguire diversi lavori nella chiesa dei SS. Nazaro e Celso, tra cui la costruzione, “a
spese di devoti contribuenti e col sussidio di lire 1500 lasciate dalla fu
Giuseppina Frigerio vedova Crotti”,
della cantoria, dell’ orchestra e di un nuovo organo. Il nuovo strumento fu
opera proprio della famiglia Prestinari. Purtroppo l’ archivio non conserva il contratto firmato dagli autori
dell’ organo. Nel 1843, ai fianchi dell’ Oratorio
(nei pressi di quella che adesso è la diroccata Chiesa S. Marco), si fabbricò
dalle fondamenta la mancante sacrestia, lo stanzino per contenere i mantici
dell’ organo (vecchio) e il sottocoro. “Per questo lavoro s’ ebbero alcune
spontanee elargizioni, si fecero dai massari alcuni
carreggi e si lavorò due feste ed alcuni dì gratuitamente dai muratori della Parr., si condussero dal Ticino
gratuitamente i sassi occorrenti, l’ avanzo dei quali fu venduto. Anche i
falegnami prestarono l’ opera loro gratis”. Nello stesso anno “si trasportò dalla Chiesa
maggiore (la chiesa dei SS. Nazaro e Celso) l’
organo vecchio colla sua cantoria e posto in opera all’ Oratorio dai fratelli
Prestinari di Corbetta a
spesa divisa fra la Confraternita e la Fabbriceria”. Sappiamo da un libro
“Cassa”, che inizia con la registrazione di spese ed entrate dall’ anno 1854 (non vengono conservati altri documenti
simili che riguardano epoca precedente), che i Prestinari
si occupavano della manutenzione dello strumento da loro costruito, visto che
proprio nel 1854 operarono un’ accordatura e pulitura dello strumento. In
quel periodo era probabilmente grande la cura per l’ organo,
tanto che veniva ripulito dalla polvere da persone che figurano stipendiate
per questa mansione negli archivi delle spese. Gli stessi archivi riportano i
nomi degli organisti, dei tiramantici e degli stipendi che gli stessi
percepivano per le funzioni religiose che accompagnavano. E’ del marzo 1891 la ricevuta del pagamento ai Prestinari di una pulitura dello strumento e dello stesso
anno la redazione, da parte di Gaetano II, di un preventivo per un restauro dell’ organo che sarebbe dovuto costare lire 380, poi
scontate a 350. Nel libro “Cassa” non figurano altri pagamenti ai Prestinari e il suddetto restauro non fu effettuato. Alcuni anni piu’ tardi si profilò per
la chiesa dei SS. Nazaro et Celso un ampliamento.
Già nel 1903 il cardinal Ferrari “eccitò a dar opera presto all’ ampliamento della Chiesa”. Nel 1904, dopo una
colossale ed entusiastica raccolta di fondi, documentati in un apposito fascicolo con nomi dei donatori e gli importi
versati, fu consacrata nel mese di Novembre la nuova chiesa dei SS. Nazaro e
Celso. Nel frattempo era stato commissionato all’ organaro Giovanni Bressani un progetto per il restauro e trasporto dell’
organo nella nuova sede della ampliata Parrocchiale. Bressani è noto alla
confinante Magenta per aver effettuato l’ ampliamento dell’ organo Prestinari della nuova basilica di S. Martino, consacrata
nel 1903, e per aver posato nella stessa un piccolo organo espressivo dietro
l’ altare. La bottega del Bressani si trovava a
Milano, nel viale di Porta Romana al numero 44,
vicino al vecchio dazio di Porta Vittoria. Sulla carta intestata, arricchita
in alto a sinistra con l’ effigie di Santa Cecilia
all’ organo, e in alto a destra con una stampa raffigurante un grande organo
ornato da statue, si legge che l’ artigiano “costruisce istrumenti di qualunque mole ed importanza, nonché riduce
liturgici Organi di antica costruzione suscettibili alla riforma”. Bressani indica sul suo progetto i
punti di quella che sarà la rilevante trasformazione dell’ organo
di Marcallo. Gli interventi principali dovevano
compiersi sull’ impianto d’ aria per le canne, sui
somieri e sulla tastiera, che sarebbe stata ricostruita in Ottava distesa a
58 tasti, rispetto alla estensione Prestinari di 66
canali con controttava scavezza cominciante dal
Fa0. Bressani scrive di voler rifare la pedaliera,
sostituendo quella a leggio di 12 note reali ritornellate,
con una nuova distesa dotata di 24 pedali e di meccanismo per la replica dei
Contrabbassi. Il nuovo progetto includeva anche la riduzione della dimensione dei mantici,
vista l’ eliminazione di 5 canne gravi
corrispondenti appunto alla controttava. E’ curioso
notare che le parti eliminate dai mantici sarebbero servite a pagare parte
del compenso. Oltre alla ricostruzione dei condotti del vento, vengono elencate le possibili modifiche riguardanti la
fonica dello strumento. A questo proposito le alternative
indicate dal Bressani furono due. La prima, prevedeva solo un intervento di rinforzo
della nosetta delle ance Fagotto, Tromba, Violoncello, Corno Inglese
(chiamate dall’ organaro
strumenti a lingua). La successiva idea proponeva molte soppressioni di ance divise in Bassi e Soprani con registri violeggianti a tutta la tastiera. Nel dettaglio la seconda proposta includeva: -l’ unione in un solo
registro di Fagotto Bassi e Tromba Soprani; -la soppressione di Violoncello e Corno Inglese e
la sostituzione di essi con un registro a tutta la
tastiera di Clarone o Violoncello; -l’ eliminazione dei registri
(Soprani) Cornetta I e Cornetta II, sostituite
rispettivamente da un Violino Soprani di 8 piedi che avrebbe continuato
l’estensione del Violone Bassi esistente e di un Violino Soprani di 4 piedi
che avrebbe fatto anch’ esso il seguito della Viola Bassi già presente
formando un registro di Dolciana a tutta la
tastiera; -l’ aggiunta di 12 canne al
registro di Bombarda al pedale; -la costruzione di un registro di Violoncello al
pedale di 24 canne con somiere e meccanica propri; - la soppressione dei Timpani al pedale (anche se
effettivamente fu operato solo lo scollegamento dalla loro meccanica, visto che le canne sono ancora oggi presenti nel lato
sinistro della cassa). La proposta del Bressani
includeva anche l’ applicazione del sistema
pneumatico ai primi 24 tasti, per alleggerire la meccanica del Principale di
16 piedi. Il prezzo del lavoro con la prima ipotesi di
fonica sarebbe dovuto costare 1660 lire. Per la seconda ipotesi, ognuno degli interventi
citati aveva una sua distinta di prezzo: -unione
di Tromba e Fagotto = lire 15.00; -nuovo registro di Clarone = lire 140.00; -Violino di 4 piedi, 34 canne formante la nuova Dolciana
= lire 60.00; -
12 canne di Bombarda; 24 Bassi d’ Armonia
con somiere e meccanica = lire 260.00; -Violoncello di 24 canne
al pedale con somiere e meccanica = lire 168.00;
-Violino 8 piedi, canne 34 per seguito al Violone = lire 95.00; -Pneumatica alla tastiera
= lire 100.00. Includendo tutti i lavori proposti si sarebbero
spese 2498 lire, ma poiché fu scartata
l’ ipotesi di pneumatica alla tastiera,
probabilmente la Parrocchia pagò l’ intero lavoro circa 2400 lire. Nel documento firmato dal Bressani
si faceva anche cenno alla possibilità di riformare completamente lo
strumento secondo la Riforma Ceciliana in atto.
Questa ipotesi avrebbe però richiesto un progetto ad
hoc, che comportatava anche il rifacimento del
gigantesco Somiere Maggiore. In coda al documento si precisa che a carico dei “Sigg. Committenti”, sarebbero gravate
anche le spese di trasporto, l’ alzamantice durante
l’ accordatura dello strumento, un “lavorante falegname” per i lavori alla
cassa e alla cantoria, nonché i “lumi” occorrenti e l’ alloggio dell’ organaro durante il collocamento dello strumento. Il documento è datato 29 febbraio 1904, Milano. Riportiamo di seguito il documento dell’ atto di collaudo del nuovo strumento. “Il
sottoscritto incaricato dalla Vener.a Fabbriceria pel collaudo dell’ organo della Parrocchiale locale,
riformato ed ampliato dalla Ditta Giovanni Bressani
di Milano, dopo minuto esame e prove è lietissimo di attestare la sua piena
soddisfazione per la perfetta riuscita dell’ opera, sia per la parte fonica,
che per la meccanica. Il
ripieno riuscì robusto; voce umana, violino, violetta, viola, violone, tanto
uniti che separati danno un dolcissimo suono. Anche
il resto dell’ istrumentale
corrisponde alle esigenze dell’ arte moderna. Degna di rilievo è la meccanica pronta, scorrevole
e silenziosa e la tastiera elastica e leggera. La confezione del canneggio
nuovo è in linea d ‘arte e senza economia di
metallo. La
suddetta Ditta costruttrice, con questo lavoro, ha mostrato chiaramente
quanto sia la sua perizia nell’ arte organica e le
sue miti pretese nel prezzo convenuto.” Beria Matteo, maestro organista della basilica arcipretale
di Dal libro “Cassa” si evince che Bressani effettuò un lavoro
pagato 50 lire (probabilmente un’ accordatura). Dopo gli interventi del Bressani,
fu Edoardo Rossi di Milano a lavorare nuovamente
sullo strumento nel 1924. Nel Cronicon leggiamo
che “in condizioni deplorevoli l’ organo da anni non era più servibile. Levato il
somiere, fu portato a Milano con le canne rotte e rosicchiate
dai topi. Si cambiò la tastiera togliendo la vecchia registrazione. Furono
aggiunti nuovi registri, ad esempio il gioco dei violini e la Dolciana (e probabilmente anche la Voce celeste,
sempre assente nelle opere dei Prestinari). Per
i mantici si impiantò la forza elettrica.Terminati i lavori di riparazione furono inverniciati la
cassa e la cantoria.” Sempre nel Cronicon
leggiamo che nel settembre 1936, “ fu necessaria la pulitura generale dell’ organo e la sostituzione di circa 40 o 400 ( il
documento presenta una cancellatura) canne rosicchiate dai topi. Il restauro fu eseguito dall’ organaro Edoardo Rossi di
Milano”. Gli interventi del Rossi
sull’ organo sono ben riconoscibili; inconfondibile è ad esempio la vernice
blu che l’ organaro usava per rifinire i lavori di
alcune parti in legno. Le
trasformazioni dello strumento si possono quindi così riepilogare:
All’ interno dell’ organo,
su una trave della consolle, si trova un’ annotazione in matita: Zenoni e Cerutti, pulitura,
Marzo, 1946. Zenoni e Cerutti
erano organari attivi nella zona del lago d’ Orta. Non conosciamo fino a che periodo fu funzionante l’ organo. Da alcune
testimonianze degli anziani del paese, sappiamo che negli anni
Sessanta lo strumento era già muto. Si parlò di un possibile restauro fin dal 1974-75,
anni in cui era parroco di Marcallo don Antonio
Zuccotti. Nel 1993, il parroco don Luigi Colombo commissionò
due preventivi di restauro alle ditte Inzoli-Bonizzi
e Dell’Orto-Lanzini. Nel 2001, su interesse del parroco don Giuseppe Brivio, vengono effettuati tre
nuovi preventivi di restauro. Nello stesso anno l’ associazione
fotografica marcallese “Clic” organizza una mostra
di immagini sullo strumento, in occasione della annuale fiera cittadina di S. Marco. Sempre nel 2001, il Parroco, l’ Autore
(organista titolare), il maestro del coro parrocchiale “S. Marco” Stefano Lunardi, Daniele Grassi e Roberto Valenti (Assessore
comunale), fondano, con l’ immediata adesione di molte personalità del paese,
il Comitato Organo Prestinari Marcallo,
che si incaricherà di curare l’ organizzazione del restauro e della
conservazione della piu’ importante opera artistica
presente a Marcallo con Casone.
Le prime iniziative vagliate dal Comitato sono: l’ affidamento
del restauro dello strumento al celebre organaro G.
Mascioni, una seconda mostra illustrativa
realizzata per la fiera di S. Marco 2002, la collaborazione ad interviste ed
articoli realizzati sull’ argomento da tutti i
giornali locali, la comparsa dello strumento sugli schermi televisivi (“Il Gonfalone”, TeleLombardia) e
sulla rete informatica, con un sito internet ideato dal sottoscritto, che è
anche coordinatore artistico del restauro. I lavori di restauro sono iniziati nel gennaio
2004, in coincidenza con il centenario della nuova chiesa parrocchiale. La
consegna dello strumento è fissata per l’inizio del 2006. |